| YOGA SUTRA
di Patanjali
con Roberto Mattei

"Il metodo Yoga, un faro per illuminare il cammino nella ricerca della conoscenza di se stessi e al superamento delle difficoltà che si incontrano nell'oceano tempestoso della vita"
La pratica della disciplina yoga - scienza millenaria dell’educazione individuale - applicata nei nostri centri si basa sulle regole dello Yoga Integrale che raccoglie gli aspetti più dinamici dei diversi tipi di yoga, rendendolo più adatto alla mentalità occidentale pur rispettando l’ortodossia e gli insegnamenti dei grandi maestri indiani come Patanjali, Shivananda, Aurobindo, Satyananda, per citare alcuni dei più importanti, e delle loro scuole.
Lo yoga che pratichiamo è quello del corpo e della mente che conferisce una migliore elasticità, un migliore funzionamento organico e quindi una migliore salute sul piano fisico mentre, sul piano mentale, consente il controllo emozionale e nervoso
migliorando la capacità di concentrazione.
L’equilibrio che ne nasce si manifesta in tutti gli aspetti della nostra vita privata, familiare e sociale, con le felici conseguenze che ne derivano.
Tutti i rami della disciplina costituiscono il grande albero dello Yoga.
Essi sono in relazione dinamica tra di loro e, volendoli esaminare nell’ottica della nostra cultura occidentale, sono collegati alle quattro funzioni principali della coscienza: il pensiero, il sentimento, la sensazione e l’intuizione - concetti, tra l’altro, ripresi anche nella psicologia junghiana - che a loro volta sono collegati alle quattro tipologie di Yoga che prendiamo in considerazione, e cioè:
- Jnana per il pensiero (conoscenza)
- Bhakti per il sentimento (emozione)
- Hatha per la sensazione (istinto)
- Raja per l’intuizione (illuminazione)
Ognuno di questi rami ha in comune più o meno le stesse regole.

La nostra scuola, in particolare, fa riferimento all’Astanga Yoga di Patanjali, la cosiddetta “via dalle Otto braccia”, che comprende le seguenti otto pratiche di vita:
- Yama astensioni
- Niyama osservanze
- Asana posizioni yoga
- Pranayama controllo delle respirazioni
- Pratyahara ritrazione o distacco dei sensi
- Dharana concentrazione
- Dhyana meditazione
- Samadhi identificazione, estasi

Mettere in atto tali pratiche significa prendere in considerazione la personalità di un individuo nella sua globalità in quanto esse curano l’aspetto fisico, quello psichico e lo spirituale.
Il primo - l’aspetto fisico - viene migliorato attraverso la pratica dell’Hatha Yoga-Shat Kriya cioè delle tecniche di purificazione, rappresentate dalle posizioni yoga abbinate alle tecniche respiratorie, ai mudra e ai bandha.
Il secondo - l’aspetto psichico - viene trattato con il Karma Yoga, che rappresenta il rapporto con sé stessi e con gli altri. Tale pratica ci affina per mezzo del pratyahara, il rilassamento e la respirazione (controllo dei sensi), l'ascolto interiore, antar mouna, mantra, nada yoga, il canto di gruppo e l'ascolto del silenzio interiore, yoga nidra, la visualizazione.
Il terzo, infine, - l’aspetto spirituale - viene esaltato praticando il dharana, dhyana, samadhi, cioè la concentrazione, la meditazione e l’estasi o l'identificazione con l'Assoluto.
Fondamentale inoltre è la relazione tra insegnante e allievo e il gruppo intero, per mezzo della valorizzazione e dell’esaltazione dei valori umani come il retto comportamento, il distacco, l’umiltà, il coraggio, l’amore per il prossimo e molto più ancora per il raggiungimento dell'emancipazione finale.
Le problematiche e i contrattempi di natura fisica, psichica e sociale che insorgono spesso nella vita di ogni individuo hanno delle inevitabili ripercussioni sul comportamento, sul carattere, sulle attività, sulle relazioni e complessivamente sull’equilibrio personale e professionale di ciascuno di noi, tuttavia, attraverso la disciplina yoga è possibile individuare una regola di vita volta al miglioramento di noi stessi per raggiungere un maggiore e più consapevole equilibrio personale e un sicuro avanzamento materiale e spirituale a tutti i livelli. |